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Monti preferisce il generale al particolare.

Monti preferisce il generale al particolare. - Adusa

Riportiamo di seguito, un articolo scritto dalla Presidente Barbara Benedettelli del Movimento Politico "L'italia Vera".


(ANSA) - ROMA, 11 SET - Casta siamo tutti noi cittadini italiani che continuiamo a dare prevalenza piu' al particolare che al generale e poi ci lamentiamo che il generale funziona male'': e' quanto sottolinea il presidente del Consiglio Mario Monti intervenuto alla cerimonia di inaugurazione di Milano Unica a Fieramilanocity.

Caro Presidente,

mi insegnano che per costruire un palazzo che non possa mai cadere bisogna che le fondamenta siano, nella forma e nella sostanza, costruite a regola d'arte, ovvero con attenzione perfino dei particolari più insignificanti. Mi insegnano che per costruire un palazzo bisogna mettere un mattone sull'altro e che se uno di quei mattoni è marcio o è inserito male, tutto il palazzo ne risente. Mi insegnano che l'attenzione per il particolare permette di costruire qualcosa che si avvicina alla perfezione e che invece la mancanza di attenzione verso i particolari, appunto, fa sembrare addirittura perfetto ciò che non è neanche normale.

Vede, il particolare di cui si occupano gli italiani riguarda quel presente che Lei nega pubblicamente, pur agendo in esso e contro di esso adducendo di farlo per salvare un'ipotetica (in quanto futura) generazione che verrà. Quel particolare che sta tanto a cuore alle Persone si chiama quotidianità. Quella quotidianità che è diventata una corsa agli ostacoli insostenibile per lungo tempo, specie se quello che si sente dire rispetto al generale non ha una corrispondenza nel particolare che lei condanna. Se il generale non si riflette nella vita quotidiana e presente delle persone, tutto crolla e non è più possibile neanche un futuro.

Il particolare è un fatto di vita. Un fatto. Come diceva Gandhi "In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica." Ma il Governo presente non è democraticamente eletto e voi non siete politici. Siete tecnici. Eppure fate politica, ovvero cercate un rimedio ai mali del Paese, senza però accettare "il fatto" che quei mali si consumano nelle case di milioni di italiani. 

Voi il Paese lo vedete dall'alto. E' come quando si va sul colle più alto della città per osservare lo spettacolo che si apre dinnanzi il nostro sguardo che riesce, da lassù, a comprendere tutto. Da lassù quel tutto appare bello, armonico, persino i colori delle case si mescolano restituendoci paesaggi capaci di riempirci il cuore e di farci immaginare che tutto è come lo abbiamo sempre voluto. Ma è quando scendi nelle vie che cogli il respiro affannoso della gente e senti l'alito amaro di quell'Italia Vera che pochi politici e tecnici sono disposti ad affrontare con serietà e dedizione. 

Barbara Benedettelli

Adusa

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