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Manifesto

Manifesto dell' Associazione

                                                    

  

                             Associazione Donne – Uomini – Società & Ambiente

 

Manifesto dell’Associazione

Premessa:

L’azione che ha determinato la nascita dell’Associazione è motivata dalla necessità di portare alla ribalta i reali problemi dell’istituto della Famiglia, unico ed insostituibile elemento che genera azioni positive per il futuro del Nostro Paese.

Essa deve essere vista come un bene sociale in quanto la coppia

uomo-donna attraverso un atto d’amore, concretizza appunto una nuova famiglia utilizzando le potenzialità reciproche. Vogliamo dunque che lo Stato vigili, investa e sostenga tale bene in quanto rappresenta l’unica via per il ricambio generazionale del Nostro Paese, attraverso politiche di sostegno e tutela affinché tale Istituto non si senta abbandonato, dismesso ed osteggiato come in passato. Non esiste nessun’altra tipologia naturale di crescita armoniosa e perfetta che la storia menzioni,  nessun altro luogo in cui si possa riscontrare affetto e calore che possa minimamente sostituire la famiglia.

 

1) Centralità della famiglia

 Vogliamo far riconoscere e promuovere l’importanza della centralità della famiglia in quanto unica cellula dedita al ricambio generazionale. Le istituzioni centrali e le rappresentanze politiche, devono impegnarsi nella realizzazione di nuove politiche di sviluppo, sostegno e tutela della famiglia per il raggiungimento del benessere collettivo.

 

2) La tutela delle famiglie monoparentali

Esiste un vero e proprio vuoto legislativo riguardante i conflitti coniugali, le separazioni, i divorzi e le vedovanze. Le figure genitoriali devono essere seriamente coscienti delle conseguenze di determinate azioni avventate che perturberebbero il cammino del restante nucleo familiare, stabilendo chiaramente diritti e doveri di reciprocità della coppia. Il governo, dunque, deve attivarsi rapidamente nel sostituire le attuali leggi blande attuando azioni concrete di tutela di tutto il nucleo familiare in quanto l’ istituto della Famiglia è un bene sociale, lo Stato, in base alla Costituzione Italiana deve intervenire, vigilando, sostenendo, indicando i percorsi idonei per il superamento della crisi conflittuale della coppia genitoriale, richiamando gli stessi ai principi costituzionali, e al senso di responsabilità all’ unità familiare, tutelando le restanti figure deboli del nucleo familiare. Per le famiglie cosiddette monoparentali, esiste un’emergenza sociale in atto, noi le definiamo “figure invisibili” persone ignorate e maltrattate dapprima dal coniuge che le abbandona ed in seguito dagli organismi istituzionali competenti che non le supportano appieno. A pagare tale scotto sono, in primis, le figure femminili, (Casalinghe), in particolare, le  over 40 e 50 anni che non hanno nessun tipo di sostentamento o reddito finanziario mensile adeguato per mandare avanti il restante nucleo familiare,  queste figure femminili sono tagliate fuori dal mondo del lavoro rispetto a quella maschile.

 

3) Proposta di legge

Riteniamo che la famiglia è una risorsa sociale, va difesa e tutelata sempre. Intendiamo a tale scopo avanzare una proposta di legge per le donne sole con o senza carico di famiglia, dagli ultimi dati statistici è un fenomeno in continuo aumento che lede i principi costituzionali delle famiglie monoparentali disagiate, con effetti devastanti sulla persona e del restante nucleo familiare. Il documento di Nairobi è la premessa di intervenire su questo delicato tema. Tutti conosciamo questo tipo di famiglia ed i problemi di carattere sociale ed economico che affrontano le donne capofamiglia. Occorre riconoscere a questa categoria, adeguati sostegni economici dalle prossime manovre di previsione finanziaria a favore delle famiglie monoparentali, attivando l’ingresso o il rientro nel mondo del lavoro dei genitori soli (quasi sempre donne) in particolare, over 40/50 anni, prevederne l’inserimento fra le categorie agevolate protette per quanto riguarda i concorsi per il pubblico impiego, e  del settore privato, previo percorsi formativi ed il successivo accesso al lavoro come avviene per le altre categorie protette, per dare dignità, continuità e serenità al cammino di queste famiglie colpite da una separazione, divorzio o vedovanza.

 

4) Il Progetto Adusa "Famitaly"

“Famitaly” è un progetto pilota realizzato dalla Dott.ssa Aida Francomacaro in collaborazione con l’ Adusa che sarà presentato nella Roma Capitale, Provincia e Regione Lazio, creato dall’intuito professionale di persone esperte che rappresentano il Comitato Medico Scientifico dell’Adusa.  Lo scopo del Progetto “Famitaly” mira al recupero e alla crescita dell’autostima, donando dignità alle suddette “figure invisibili”  (quasi sempre donne) per non essere un peso per la società;  attraverso test psicoattitudinali vengono selezionate per i percorsi formativi ed il successivo ingresso al lavoro.

 

5) Intervento presso le commissioni di Camera e Senato

In primis, chiediamo al Legislatore di rafforzare l’Istituto della Famiglia, rimuovendo gli ostacoli a tutt’oggi presenti che impediscono la formazione di nuovi nuclei familiari, tutelando quelli esistenti; lo Stato dovrà vigilare su nuove regole dei diritti e doveri. Chiediamo la composizione di un tavolo tecnico legislativo, Associazioni, organi istituzionali, sociali, del mondo universitario; si attiveranno per fornire le giuste indicazioni per una seria ripresa di sviluppo sociale che deve passare attraverso la centralità dell’ Istituto familiare, per un concreto futuro dell’ Italia e l’aumento delle nascite per il ricambio generazionale. Senza di esse non ci sarà futuro. Le famiglie chiedono tutela e sicurezza.

 

6) Nuove politiche familiari

L’Adusa ritiene opportuno che sia giunto il tempo di aumentare il numero delle Parlamentari (donne) di Camera e Senato,  portando dalle attuali 150 a 350 unità. Lo stesso principio dovrà valere per ogni Istituzione periferica e locale, per una partecipazione democratica di parità fra uomini e donne come previsto dalla nostra Costituzione italiana. E’ formula vincente, idonea,  per definire nuove politiche familiari giuste ed adeguate, vivendo le donne in prima persona il problema di voler conciliare il lavoro e la famiglia e quindi saranno più motivate a proporre soluzioni legislative per attuare a pieno la conciliazione famiglia/lavoro così come previsto dagli obiettivi comunitari di Nairobi e Lisbona. Attualmente abbiamo 850 parlamentari uomini e solo 150 donne. Pensiamo di dare un concreto segnale ai restanti Paesi appartenenti alla Comunità Europea, che da tempo chiedono al nostro Paese un serio cambiamento delle politiche di genere, un welfare dinamico, applicando indirizzi, statistiche e risoluzioni provenienti da Bruxelles, per arginare i disagi delle categorie in difficoltà dei nuclei familiari che stentano ad arrivare alla fine del mese e per aumentare l’attuale percentuale del 40% circa di donne lavoratrici italiane (nettamente inferiore alla media Europea)  che porterebbe ad un incremento del P.I.L. italiano dovuto al lavoro femminile (attualmente è l’1% e rappresenta circa la metà della media europea)  e potrebbe contribuire a risollevare l’economia del nostro paese.

 

7) Genitorialità della terza età

Tutti hanno diritto ad una pensione, al sostegno e alle cure di genere. L’Adusa sta infatti studiando il rapporto costi-benefici finanziari attuali dello Stato per l’assistenza medica ospedaliera, per le case di soggiorno per gli anziani.

“Insieme è meglio”: non è solo un motto, bensì un progetto mirato alla creazione di alloggi socialmente utili per custodire e dare continuità agli affetti dell’ anziano/a della sua parentela. “Aggiungi un posto a Tavola” per coloro che intendono mantenere un loro familiare vicino. Storia,  tradizione, valori che si intrecciano nella meravigliosa parola, Amore, rispetto e dignità per la vita. La questione della terza età è di rilevante importanza per le Casse dello Stato. Gli anziani sono portati ad ammalarsi spesso di solitudine psicologica, tendono (quasi sempre) a ricorrere alle cure medico sanitarie, occupando le strutture pubbliche. Le istituzioni regionali e locali sono costrette ad intervenire finanziariamente per il loro sostegno logistico medico con enormi costi da sostenere. E’ possibile invertire la rotta, abbassando i costi finanziari della sanità pubblica con la creazione di strutture abitative  per quelle famiglie che intendono mantenere un loro familiare in casa. Lo Stato dovrà fornire un contributo finanziario per la categoria degli anziani di ceto medio basso, in base alla dichiarazione annuale del modello Isee. Costruire abitazioni con le agevolazioni di edilizia pubblica, oppure dare il contributo finanziario per future cooperative denominate “le Cittadelle del Sorriso”.

 

9) Società e Ambiente

L’associazione Adusa vuole perseguire obiettivi di benessere sociale sia all’interno delle famiglie che nella società circostante promuovendo indirizzi, progetti etico sociali, dibattiti, convegni, seminari che riguardano la sicurezza, la formazione,  il benessere in tutti i suoi aspetti nell’ attuale società. In particolare, la tutela dell’ ambiente e del territorio nazionale attraverso comunicati stampa, pubblicazioni, interventi a progetto che devono partire in primis dalla scuola, sui posti di lavoro e della mobilità urbana ed extraurbana. Lo Stato deve essere più sensibile alla sicurezza stradale, ( il 90 per cento delle nostre strade sono a rischio  oppure fuorilegge) rispetto ai nostri paesi stranieri confinanti. Occorre intervenire con adeguate campagne di sensibilizzazione, investendo sulle infrastrutture stradali obsolete con nuove tecnologie di assistenza all’automobilista.

 

10) Sicurezza sociale, Forze dell’ Ordine

L’ Associazione Adusa, a nome di tutti i cittadini italiani chiede agli Organismi Istituzionali dello Stato più sicurezza con l’aumento di uomini e mezzi di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e dei restanti corpi militari, per vigilare nelle grandi città metropolitane, e periferie comprese, per tutelare tutti i cittadini contribuenti. Un vero atto di incoscienza da parte dei governanti nell’ effettuare tagli di risparmio della spesa pubblica, anziché aumentare i fondi finanziari destinati agli organismi delle Forze dell’ Ordine, mortificando l’operato degli operatori addetti alla sicurezza sociale, per alcuni con strutture fatiscenti (commissariati) in barba alle direttive della Funzione Pubblica sulla sicurezza del Benessere Organizzativo sul posto di lavoro. Mancano uomini e mezzi e strutture adeguate per  le Forze dell’ Ordine, in una  società in continuo mutevole cambiamento, occorrono adeguate strutture e tecnologie, scelte coraggiose da parte del Parlamento Italiano e non tagli ingiustificati che ricadono sulla pelle degli italiani onesti, con l’aumento dei reati e delle azioni delittuose nei confronti dei cittadini e degli operatori addetti alla sicurezza dei cittadini, impediti di svolgere con serenità e professionalità, rischiando la vita ogni giorno nello svolgere l’attività assegnata.

 

11) Le politiche dei giovani precari e disoccupati

Il benessere sociale non tende a svilupparsi nella sua naturalità. I giovani sono penalizzati riguardo alle opportunità; sono preclusi per loro i mezzi di accesso al lavoro stabile. Esiste attualmente un conflitto intergenerazionale che rema contro nel mercato del lavoro grazie agli effetti perversi del tirare a campare della politica. I giovani senza colpe, dovranno pagare quella parte di pensione  goduta dai genitori ma non versata, godendo di una pensione irrisoria e per alcuni non ne godranno affatto. Non possono accedere al mutuo e di un mercato immobiliare costituito da prezzi altissimi di 5/6 volte superiori, in termini reali, rispetto agli anni sessanta, impediti di accedere a un bene primario come la casa. I giovani si troveranno a pagare l’effetto devastante del debito pubblico senza servizi adeguati offerti dallo stato sociale. A farne le spese di solidarietà compensativa sono le famiglie dove i giovani vivono ancora all’ interno del nucleo declassati, impossibilitati a progettare il loro futuro con le proprie forze con perdita di stima e fiducia nelle proprie capacità, per alcuni vivono nella piena disperazione, incapaci di istaurare una relazione affettiva, con la probabilità di assumere comportamenti devianti. Abilità e capacità sono compromesse, impediti di operare scelte consapevoli, producendo un forte calo della natalità minando la sopravvivenza del sistema sociale. I giovani devono partecipare e contribuire al progresso sociale culturale ed economico realizzando la propria personalità. Servono interventi strutturali e normativi per il riequilibrio intergenerazionale di breve, medio  e lungo termine. Occorre per loro una riforma del mercato del lavoro con la certezza di un lavoro non precario. Inoltre, occorre una politica della casa, bene primario dove la coppia si realizzi in nuova famiglia, con una riforma del welfare dinamico per il cittadino che intende realizzarsi nei pieni diritti sanciti dalla Costituzione. Servono urgenti adozioni per i diritti acquisiti ma non resi operativi ad oggi. Autodeterminazione, autorealizzazione, libertà, equità e solidarietà, fiducia nel futuro, azione nel ricercare percorsi innovativi per il cammino verso il futuro, grazie ai giovani.

 

 Adusa: Sede legale Via Circomvallazione Gianicolense, 102 – 00152 Roma – sede Operativa Via Nettunense, 23 – 00040 Albano Laziale info.adusa@gmail.com  contatti rapidi: 3272860210 – 3343300507

Adusa

L'Associazione Movips, non ha fini di lucro, persegue quali principi ispiratori, finalità di solidarietà, promuovendo la competitività e la partecipazione sociale.