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Lettera aperta a:Pres.Giorgio Napolitano,Pres.Enrico Letta, Min. Angelino Alfano

Lettera aperta a:Pres.Giorgio Napolitano,Pres.Enrico Letta, Min. Angelino Alfano - Adusa

Associazione Donne – Uomini – Società – Ambiente

 

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI: DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENRICO LETTA, AL MINISTRO ANGELINO ALFANO

Stimatissimi Onorevoli Presidenti,

Civilmente ci rivolgiamo a Voi, per esternare la viva preoccupazione in cui versa il nostro Paese.
Rappresentiamo quella parte di popolazione onesta che vive ai limiti della sopportazione finanziaria mensile, cittadini contribuenti che da anni svolgono sacrifici e privazioni per arrivare alla fine del mese, superando i limiti della sopportazione, prossimi alla povertà, pur sapendo della crisi finanziaria internazionale che sta colpendo il Paese.

Quello che più sconcerta è la scarsa partecipazione della vita politica e delle istituzioni dirigenziali che, ad oggi, non sono state in grado o sono state impedite, a realizzare un operazione di ripresa finanziaria utile al nostro Paese. Ciascuno dei governi succeduti, hanno solo contribuito poco o niente a dare determinazione, sicurezza e lungimiranza di porre in sicurezza l’Italia e le famiglie italiane. Aspettavamo che dalle promesse elettorali si trasformassero in fatti tutte le dichiarazioni di esperti, consulenti e tecnici che hanno solo parlato di aumento di tasse per chiudersi in difesa, "partorendo" un aumento dei livelli della disoccupazione su tutto il territorio nazionale e chiedendo ulteriori sacrifici ai cittadini contribuenti che anche la UE condanna per l’alto alto di tassazione che sta comprimendo il nostro Paese e le finanze scarse delle famiglie.

Quello che stiamo ascoltando e osservando tramite i mass-media, ci sgomenta non poco sulle iniziative che si prospettano attraverso le dichiarazioni stampa di alcuni rappresentanti politici e istituzionali di ogni livello, ordine e grado che continuano ad affermare che "i soldi non ci sono per la ripresa del Paese" e quindi la richiesta di ulteriori sacrifici che cadranno sui cittadini italiani contribuenti e sui servizi minimi non più garantiti come scuola, sanità, giovani e terza età.

Da una analisi logica finanziaria messa in piedi da un paio di anni, abbiamo lavorato con una equipe di normali cittadini che prestano la propria attività di lavoro all’ interno della Pubblica Amministrazione, realizzando un "salvagente finanziario" che rimetta in moto, attraverso forme di liquidità certa e risparmio della spesa pubblica, la sicurezza dell’Italia in una serie di azioni e accorgimenti semplici, giustificati e non più rimandabili, sotto la stretta sorveglianza del settore del Pubblico Impiego.
Abbiamo rilevato che diminuendo i costi della spesa pubblica a livello nazionale, regionale e degli enti locali, senza licenziamenti o prepensionamenti, mantenendo il patto effettuato tra l’Italia e la Ue, potremmo con sollecitudine mettere a disposizione per il Paese oltre 200 miliardi di euro in 18 mesi da destinare: alla PMI; allo Stato per pagare i debiti contratti con le aziende; potremmo abbassare il peso fiscale delle tasse e rinnovare i contratti come prima fase di risveglio e rinascita del Paese. 
Tali azioni positive dovrebbero mettere in moto la ripresa delle aziende italiane e l’assunzione degli attuali disoccupati italiani e delle famiglie entrate nelle fasce di povertà, non di meno per la terza età abbandonata e per i giovani senza un lavoro. La prima fase è tutto questo ma servono condivisioni, sostegni ed una giusta informazione, dove tutti gli attori svolgano un' azione unitaria per dare solidità al Paese. Tra questi, vi sono i dipendenti pubblici mal gestiti e vessati da una dirigenza clientelare nonché politica, con le sue ingerenze ed i suoi aut che non hanno fatto bene al Paese.

Certi di quello che stiamo affermando, i dipendenti pubblici, per la loro onestà e professionalità, parcheggiati e ignorati, eseguono le disposizioni dirigenziali ma, nel contempo, stanno per esplodere alle insulse iniziative di soggetti tecnici della politica che non hanno fatto altro che attivare modifiche catastrofiche e irrazionali invece di razionalizzare i costi esagerati dell’ apparato pubblico. 
Costi che da un lato continuano a generare privilegi, incarichi e duplicazioni di essi, facendo lievitare la spesa pubblica e il suo debito. Se utilizzassimo questa riforma all’ interno del Pubblico Impiego avremo in concreto una forte diminuzione della spesa pubblica, rinnovandola al suo interno nell’ applicazione di quelle iniziative utili a garantire uno stipendio dignitoso per tutti, eliminando o sospendendo incarichi e privilegi che seppur legittimi, non hanno più quella motivazione necessaria nel far fronte alla potente crisi che sta travolgendo la metà della collettività cittadina.

Noi crediamo nell’ attuale Governo delle Larghe Intese ma è anche vero che il Premier Enrico Letta deve agire con saggezza e sapienza ed ascoltare i messaggi provenienti dalla società civile. Per tali motivi, questa Associazione invierà al più presto la sua "ricetta salva – Italia", con iniziative giuste per l’evolversi della crisi che continua a mietere vittime innocenti e con l’auspicio di mettere in moto il Paese nel ricordare al premier Enrico Letta il suo discorso di insediamento, abbattendo i Golia che continuano a imperversare all’interno del tessuto istituzionale, giuridico, politico, del nostro Paese.

In attesa di un Vostro riscontro, Vi porgiamo i nostri fervidi e ossequiosi cordiali saluti.

Roma, li 12 Agosto 2013

 

Il Presidente Nazionale dell’ Adusa

Michele Citarella

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