Home » News » Il risveglio dal coma della Regione Lazio fa bene all'Italia.

Il risveglio dal coma della Regione Lazio fa bene all'Italia.

Il risveglio dal coma della Regione Lazio fa bene all'Italia. - Adusa

Editoriale a cura di Michele Citarella.

Da alcuni anni, i cittadini contribuenti del Lazio vengono stupiti da "effetti speciali" devastanti. 

IL RISVEGLIO DAL COMA DELLA REGIONE LAZIO
FA BENE ALL’ ITALIA

Editoriale a cura di Michele Citarella

Da alcuni anni, i cittadini contribuenti del Lazio vengono stupiti da "effetti speciali" devastanti. Memori da precedenti scandali dell’ amministrazione Marrazzo, oggi sono alle prese con un altro scandalo di proporzioni enormi: La presidente Polverini ha staccato la spina alla Regione.
Lo sappiamo molto bene noi dell’ Adusa, che quando avevamo richiesto un incontro insieme ad altre organizzazioni sociali per affrontare il problema della non autosufficienza che ha riguardato la terza età, abbiamo ricevuto delle vere porte in faccia: «non ci sono soldi, siamo in rosso e bisogna tagliare per risparmiare.» Queste sono state le frasi giustificative degli addetti ai lavori della Regione, seduti nelle loro poltrone satolli dei privilegi ingiustamente acquisiti. Impenetrabili, sigillati, hanno continuato ad attuare il gioco delle tre scimmie, “non vedo, non sento, non parlo”. Oggi, l’amministrazione della Regione Lazio, è stata messa sotto inchiesta per lo scandalo finanziario, al vaglio della Magistratura, mentre la Pisana cola a picco con tutti i testimonial della politica.
Un grande lavoro per i magistrati contabili, speriamo che reggano mentalmente e fisicamente per ridare fiducia ai cittadini del Lazio, privati dei loro soldi e spesi senza motivo alla faccia di coloro che non arrivano alla fine del mese e dei disoccupati non per loro scelta. Culle vuote, coppie private ed impedite ad affermare quello che è il processo naturale della genitorialità ed il popolo che invecchia senza un reale ricambio generazionale. Un caso particolare quello della signora G, che vive nel Lazio ed è stata privata di un’ abitazione dal suo Comune di residenza.
E’ la prima nella lista di attesa, afflitta e affranta da tanti malanni con un reddito di soli 400 euro mensili con tre figli a carico, non ha i soldi per pagarsi un medico legale per richiedere un riconoscimento di invalidità civile. Stiamo parlando di una famiglia italiana da sette generazioni, dove i primi diventano gli ultimi. Abbiamo voluto approfondire il caso e digitando il sito del comune della signora, abbiamo notato una lunga lista di fruitori di queste è composta per l’80% da stranieri. Senza ferire nessuno, in quanto non siamo razzisti, ma è anche vero che la solidarietà e l’equità non sono di casa in quel territorio. Possiamo dire che questo è un altro caso di mala gestione della “cosa” pubblica? Pensiamo di sì, anche perché, su quel minuscolo stipendio con tre figli a carico (due minori e uno maggiorenne), ci cadono le tasse “made in Italy“, e la cosa ci disturba. Altro che “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più“, soleva cantare Johnny Dorelli in alcune sue interpretazioni musicali, qui siamo all’ arrembaggio vero e proprio in quanto non esiste un reale metro di misura di equità solidale.Parliamo della terza età non autosufficiente, delle strade regionali a rischio colabrodo per i dissesti del manto stradale, vere insidie stradali per i cittadini automobilisti. A nulla valgono le continue segnalazioni, colpa della burocrazia e dello "scarica barile", mentre in regione hanno fatto salire le spese di rappresentanza in Italia da un milione a 14 milioni di euro in soli due anni, soldi dei cittadini contribuenti. Ci voleva un atto coraggioso di qualcuno che ha iniziato a parlare fuori dalle mura della Regione e come i millepiedi, uno dietro l’altro, sono venute fuori delle verità che fanno arrabbiare e nello stesso tempo rabbrividire per l’insensibilità dei doppi volti dei rappresentanti consiglieri della politica. Troppo tardi per correre ai ripari, ormai la falla della nave della Regione Lazio è stata così grande che in pochi giorni la Presidente Polverini ha deciso di calare il sipario, mandando tutti a casa. Intervistando alcuni cittadini, accertiamo sconcerto, sfiducia e rabbia, accompagnato da un enorme vuoto interiore per il futuro.

I cittadini laziali chiedono giustizia, invitando la Magistratura ad essere imparziale, nel ricordo dei giudici Falcone e Borsellino ed altri Magistrati in cui hanno creduto nel far rispettare la Legge e lo Stato. “La legge è uguale per tutti”. Frase esposta in ogni aula di tribunale. Certamente, sapranno agire e intervenire per il bene dei cittadini e del Paese, eliminando dalla società elementi negativi che vivono contro il rispetto delle vigenti leggi, minando ulteriormente il tessuto sociale.

Secondo noi, gli uomini e donne della legge sono persone normali e vivono fra la gente, non hanno come i politici auto di lusso dello Stato, prebende, indennità, privilegi e vitalizi. Essi sono in mezzo alla collettività, ascoltano i commenti per strada, hanno il polso della situazione sotto controllo cosa che la politica non ha il tempo di fare da oltre 30 anni. 30 anni. Lanciamo un pensiero di speranza e di presenza costante della Magistratura che a volte si sente sola e non sostenuta dalla politica; noi cittadini sosteniamo i difensori e tutori della legge, affermando che le leggi devono essere rispettate da tutti e applicabili con pene certe senza sconti di pena, per rinfrancare i cittadini che hanno subito un grave torto. Se il prossimo governo sarebbe composto di soli magistrati, voi sareste d’accordo?

commenti (1)
Adusa

L'Associazione Movips, non ha fini di lucro, persegue quali principi ispiratori, finalità di solidarietà, promuovendo la competitività e la partecipazione sociale.