Home » News » "I soldi delle slot machine al welfare" Paola Saraceni

"I soldi delle slot machine al welfare" Paola Saraceni

Ci è pervenuta una comunicazione dall'ugl  e precisamente dal Responsabile Dipartimento Confederale P.I. Paola Saraceni sulla questione dei 98 miliardi riguardante le penali di 10 società che hanno sottoscritto un contratto con lo Stato.

SOLDI DELLE SLOT MACHINE AL WELFARE
Sono circa 98 miliardi i soldi che alcune concessionarie di slot machine dovrebbero allo Stato secondo una indagine della Finanza. Di quei 98 miliardi ne sono stati recuperati 2,5 in primo grado. Gli altri 96 chissà quando.
Eppure il recupero di questi soldi potrebbero impedire i tagli al welfare, potrebbero diminuire i costi del
lavoro e creare occupazione, potrebbero essere dati al volontariato per sostenerlo nella fondamentale
opera sociale, potrebbero evitare tagli lineari alla sanità, potrebbero permettere incentivi per gli insegnanti, potrebbero andare all'università per abbassare le rette e alla ricerca delle energie alternative, potrebbero impedire i tagli alle forze dell'ordine e quindi alla sicurezza dei cittadini, avrebbero potuto impedire di portare l'IVA al 21% e il rialzo che arriverà, avrebbero potuto impedire l'IMU sulla prima casa ecc.
Quei 96 miliardi di euro finora mancanti potrebbero perfino abbassare parte del nostro debito pubblico.
I conti non tornano anche su un altro versante quando c’è un governo che parla ogni istante di rigore, che chiede ai cittadini lacrime e sangue, che taglia l’essenziale per la persona, aumenta i costi della vita, rendendoci tutti un po' più poveri: insomma tutti uguali nella povertà, niente più classi intermedie. Solo i "poveri" (la maggioranza) da una parte e i ricchissimi (pochi) dall'altra. Situazione che ricorda regimi che speriamo non tornino mai.
Prima del 2002 le slot machine (o videopoker) erano illegali e facevano gola alla criminalità organizzata che ha “tremato” quando lo Stato ha giustamente deciso di regolarizzare il settore. Lo ha fatto obbligando i gestori a collegare ogni macchina al sistema telematico di controllo della Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In questo modo non può sfuggire nessuna giocata al controllo e l'entrata delle tasse è garantita. Ma a quanto pare le società non hanno provveduto. Di chi è la colpa? Questo è uno dei temi del procedimento a loro carico. Di certo il mancato
allacciamento ha permesso di risparmiare, e molto, sulle tasse. Possiamo chiamarla evasione fiscale? le società concessionarie si erano impegnate perché tutto funzionasse a puntino ed è per questo che parte cospicua della sanzione, oltre ai sospetti di evasione, è costituita da quelle che vengono definite
“inadempienze contrattuali”. Che prevedevano, nero su bianco, penali severissime.

- 2 -
UNIONE GENERALE DEL LAVORO
Fare un contratto con lo Stato è una cosa seria o no? La risposta è ancora appesa nell’aria. Così come la decisione finale sui 98 MILIARDI. C'è poi il caso del colonnello Umberto Rapetto, per anni comandante del Nucleo speciale frodi telematiche, “dimessosi” recentemente, che ha suscitato non poche perplessità soprattutto nel mondo di internet. Ci sarà un fondo di verità in quanto sostiene la rete?
Quei 98 MILIARDI equivalgono a una multa complessiva che diverse concessionarie di slot machine
dovrebbero pagare allo Stato e che nel processo della Corte dei Conti diventano 2 e mezzo. Oltre il 90% di sconto. Rigore? Lacrime e sangue? Moralità? Legalità? Le società sono: Atlantis World Giocolegale limited, Snai spa, Sisal spa, Gmatica srl, Cogetech spa, Gamenet spa, Lottomatica Videolot Rete spa, Cirsa Italia srl, H.b.G. Srl e Codere spa che avrebbero “cagionato l’inefficace funzionamento del servizio pubblico, nonché
causato lo sperpero delle molteplici risorse finanziarie pubbliche impiegate, nella prevenzione e nel
contrasto del gioco illegale; per il mancato avviamento della rete telematica; per il mancato completamento dell’attivazione della rete; per il mancato inserimento in rete di molti apparecchi installati; per il mancato rispetto dei livelli di servizio”.
Guerra aperta all'evasione allora, o al pensionato al quale l'INPS per suo errore magari, ha dato 10 euro in più con cui ci si è comprato un filetto?
La guerra all'evasione deve essere in primis una guerra di fermezza, di certezza della pena, anche lì, di annullamento degli sconti fiscali che anche culturalmente permettono i perpetrarsi di comportamenti
illegali. É per di più il gioco d'azzardo, anche se “legale”, può provocare in alcune persone una dipendenza pari alla peggiore delle droghe. La fermezza, la severità, la forza della legge deve dunque essere perfino maggiore in questo caso. Invece no. Eppure 96 miliardi di euro adesso potrebbero fare ripartire alla grande il paese.
Pochi giornalisti ne parlano, perché le concessionarie fanno pubblicità? e i partiti? E il governo? Per di più tecnico, perché non punta i piedi ora, chiudendo il suo mandato restituendo agli italiani ciò che è stato tolto?
Cordialità.

commenti (0)
Adusa

L'Associazione Movips, non ha fini di lucro, persegue quali principi ispiratori, finalità di solidarietà, promuovendo la competitività e la partecipazione sociale.