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"Dai a Cesare quel che è di Cesare" Parte I

"Dai a Cesare quel che è di Cesare" Parte I - Adusa

Una frase molto familiare in uso nel nostro Paese, il suo significato ha radici storiche per il personaggio di oltre duemila anni addietro venuto nel Mondo proveniente da galassie e universi senza fine.

Editoriale a cura di Michele Citarella

Dio che viene sulla Terra parafrasando al fiume Giordano: “questo è il Mio figliolo Prediletto: Ascoltatelo”. Gesù, il Figlio di Dio, il Re dei Re, il Profeta dei profeti, il Maestro in assoluto, pieno dello Spirito Santo. Quello che colpisce in questo tempo, è la frase di Gesù di Nazareth, riconosciuto dai cristiani come il Figlio di Dio, nel periodo di evangelizzazione gli scribi ed i farisei con i sommi sacerdoti nella terra dei Giudei, cercavano sempre di trarre in inganno il Maestro ponendogli domande. Le sue risposte sono state sempre sapienziali ed adeguate in quanto sapeva leggere le verità nei cuori di coloro che lo perseguitavano. "Dai a Cesare quello che è di Cesare e dai a Dio quello che è di Dio". Un invito ancora adesso valido per tutti quanti noi, a pagare i tributi e le tasse dovute, come avveniva in passato che si doveva pagare la decima ad ogni raccolto, e cioè, dare un decimo del raccolto di grano o altro prodotto che la stagione ha dato ai coltivatori e portarli al Tempio. In più passaggi nel Libro delle Sacre Scritture, sono testimoniati ed evidenziati i regolamenti di vita di come occorre essere felici utilizzando le risorse umane per il bene del Paese.

Nei tempi odierni viviamo una crisi finanziaria di sistema nel nostro Paese, unico per non aver messo in sicurezza finanziaria le famiglie italiane, aumentando i livelli di disoccupazione (in particolare quella giovanile), spesa pubblica alle stelle senza una adeguata ricetta, prerogativa di ogni Stato democratico nel distribuire adeguatamente eque risorse ed il rispetto di una seria giustizia sociale.
Si è proceduto all’ opposto con tutti i danni che ne conseguono, ricadenti sulle fasce medio deboli.
L’attuale Governo delle larghe intese che si denomina garantista e pluralista degli interessi correttivi, ha i minuti contati per attivare scelte coraggiose e pratiche nel concretizzare il raggiungimento degli obiettivi finanziari oramai più volte ostacolati dai grandi organismi di potere che di seguito sono ricaduti sulle spalle dei cittadini contribuenti. C’è ancora margine per dare dignità e rispetto verso i cittadini contribuenti e le loro famiglie, verso tutti i disoccupati e la terza età applicando con coraggio azioni incisive umane con un fisco più meritevole e decoroso per acquisire il rientro in modo indolore delle entrate finanziarie per quelle fasce di cittadini che si trovano in seria indisponibilità finanziaria. Lo dice anche il Libro dei Proverbi al Capitolo 29 “un buon Re lo si evince dai suoi consiglieri. Se i consiglieri sono saggi anche il Re lo è, ma se il Re si contorna di Ministri che non sono saggi ma agiscono da stolti, il Paese e la popolazione geme." Il buon Governo lo si evince quando il Re non opprime con esagerate esazioni e oppressioni finanziarie ed intanto il popolo soffre.

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